La Compagnia dell'Anello - J.R.R. Tolkien
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Non vedevo l'ora di scrivere questa recensione. Anzi, non vedevo l'ora di leggere questo libro che da troppo tempo attendeva il mio interesse. Ricordo, infatti, i gai tempi delle elementari: come dimenticarli?! Parlavo tutto il tempo - che novità! - con i miei amici appassionati di Harry Potter. Niente e nessuno poteva opporsi al nostro amore sconfinato per quella saga, la Saga. Eravamo una sorta di setta in costante adorazione.



Un nemico, però, stava lentamente avanzando, comparendo all'orizzonte. Proveniva da Mordor, era la nuova - si fa per dire, considerato che è stata scritta 40 anni prima che io nascessi -saga del Signore degli Anelli. Con gli adattamenti cinematografici di Peter Jackson, questi romanzi nati dal genio di Tolkien sembravano aver preso di nuovo vita. Inevitabilmente, sulla scia dei film, si moltiplicarono i sostenitori, sempre più agguerriti. Agli occhi di una bambina di sette anni con residenza a Privet Drive numero 4, tutto questo risultava una minaccia. Come osano questi eretici diffamare il nome di Zia Row? Il magico ed idilliaco mondo di Hogwarts era in pericolo: servivano dei valorosi e coraggiosi paladini fedeli, disposti a tutto pur di proteggerlo. Mi arruolai.

In cosa consisteva questo fronte? Prima di tutto la parola Frodo era bandita. Nessuno poteva pronunciarla. Era un nemico al pari di Vold... Colui-che-non-deve-essere-nominato. Se i film erano off-limits, i libri erano all'indice dei libri proibiti e maledetti. Fiera ed orgogliosa, continuai con questo ingenua - e patetica (?) - protesta per alcuni anni. Non riuscivo a comprendere come alcuni compagni di classe potessero tradire Harry, Ron ed Hermione avventurandosi tra le pagine di altre saghe fantasy. Le minacce, infatti, con il tempo si erano duplicate, triplicate. Dei veri e propri virus di nome "Eragon", "Artemis Fowl", "Le Cronache di Narnia" e l'ultimo arrivato, il più temibile ed agghiacciante "Twilight"!

Giunta ormai alle media, mi avvicinai ad altre saghe come quella del "Ciclo dell'Eredità" di Paolini (geniale all'inizio quanto tremendo e orribile il finale) e della "Guerra degli Elfi" di Brennan. Compresi che qualcosa di buono c'era oltre le protette e familiari mura del castello rowlingniano. Una vera illuminazione per me!
Tuttavia, Il Signore degli Anelli" rimaneva il nemico numero Uno. Fino a quel momento il libroera inavvicinabile (anche a causa della modalità "mattonazzo") e i film erano degli sconosciuti di cui conoscevo giusto un pezzo qua e là a causa delle nefaste sessioni di zapping in televisione.

Ma allora cosa mi ha convinto? Sembrerà strano, ma a questa domanda rispondo con Facebook. Eh già, è un paradosso questo. Come ha fatto il nemico della letteratura e degli hobby di qualsiasi tipo, in grado di assicurare una normale vita sociale, a spingermi nelle rete di storie di Tolkien? Beh, amici e conoscenti ne parlavano spesso a scuola e sul social network: sfuggire alla trappola era ormai impossibile. Dimenticai, quindi, il mio atteggiamento ostile assunto nell'infanzia nei confronti di questa saga, e con uno sguardo diverso mi incamminai per il mondo degli Hobbit. O meglio, lessi qua e là qualche informazione sul web, consapevole della mia totale ignoranza. Solo quest'estate ho, però, avuto il coraggio di leggerlo.

Bene, respirate: ho finito questo lungo capitolo del racconto sulla mia strana infanzia potteriana e ora inizio la vera e propria recensione. Non voglio dilungarmi molto sulla trama perchè scommetto che la maggior parte di voi non ha mai fatto parte di un gruppo che ha cercato di boicottare Il Signore degli Anelli.
Il protagonista è Frodo, un Hobbit che, ad un primo sguardo, può sembrare tutto tranne che un coraggioso avventuriero. Egli vive con Bilbo, personaggio conosciuto in ogni villaggio e noto ad ogni specie per le sue straordinarie imprese. Un giorno, però, dopo una festa a lui dedicata, quest'ultimo scompare lasciando a Frodo una pesante "eredità": un anello, l'Anello, che cambierà il corso della sua vita.

La narrazione è mozzafiato: è impossibile riuscire a distrarsi dopo avere iniziato un emozionante viaggio al fianco di Frodo e dei suoi amici. Si potrebbe dire che la Compagnia è composta da dieci, non da nove personaggi. Il decimo, il più coinvolto, è senza dubbio il lettore che condivide paure, timori ed emozioni di ogni componente. Un vera è propria dimensione reale, viva. Ad alimentare tutto questo, contribuiscono molto gli scenari. Paesaggi che, parola dopo parola, appaiono sempre più chiari e concreti. In molti mi avevano parlato di descrizioni lunghissimi e tremende. Non credete a tutto questo.

Ammetto, però, che il gruppo di personaggi a cui mi sono più affezionata non comprende Frodo il protagonista che, a tratti, ho trovato addirittura irritante. Ma allora chi ha conquistato il mio cuore, bisogna proprio chiederlo? Eccolo. E' lui. Aragorn o Grampasso. Misterioso ed enigmatico, è un personaggio affascinante, magnetico sin dalla prima apparizione.

Non voglio svelarvi altro se non l'avete ancora letto. Vi auguro, quindi, una buona lettura ;)