The Scarlet Letter - Nathaniel Hawthorne, Nina Baym, Thomas E. Connolly
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Snellire la mensola dei libri da leggere già presenti in casa è uno dei miei buoni propositi per l'anno corrente. Un piano interessante quanto ambizioso, nel mio caso! Ecco, dunque, Federica versione lettrice che si avventura tra titoli più o meno polverosi. Il destino ha voluto che La lettera scarlatta fosse il 'prescelto'.

Ho sempre considerato questo libro come un classico, ne segue, quindi, un invalicabile alone di mistero. Armata di coraggio, tuttavia, ho iniziato la lettura.


La storia narrata è sicuramente molto nota. Il romanzo è ambientato Salem, una società puritana americana nel Seicento. La protagonista è Hester Pryne è una giovane donna il cui marito è stato catturato dagli indiani. Il lettore non ha molte notizie sulla vita condotta dalla donna prima della umiliante condanna già citata dal titolo. Si apprende unicamente che il marito era un grande studioso dall'aspetto tutt'altro che accattivante ma sicuramente dall'animo buono.

La prima scena raffigurata, infatti, è l'umiliazione pubblica di Hester al cui petto viene applicata una lettera A scarlatta. A di Adultera: ella è accusata di tradimento, un tradimento da cui è nata sua figlia Pearl. La donna, però, si rifiuta di confessare il nome del suo amante. Il popolo si convince che il padre della bambina sia Satana stesso.

Le vicende vissute da Hester e dalla innocente figlia si intreccerano con quelle dei cittadini più semplici ma anche con il governatore di Salem, con il reverendo Dimmesdale e con il misterioso medico Roger Chillingworth.


Come potete notare, la mia valutazione non si può definire positiva. Sin dalla prima pagina del primo capitolo ho avuto un terribile presentimento: lo stratagemma utilizzato per introddure la storia mi ricordava molto, troppo un romanzo-mattone abbastanza familiare. Vi dico solamente che il narratore, nonchè alter ego dell'autore, finge di ritrovare un documento in cui si parla di Hester Pryne. Cosa ho pensato? Questa lettura non s'avrebbe da fare!

Il più grande ostacolo è stato senza dubbio il primo capitolo indigeribile. Continue digressioni più o meno utili ed uno stile poco scorrevole. Ho trovato la lettura abbastanza faticosa per tutto il resto del libro.

Parlando, invece, di quelli che, a mio parere, sono i punti forti del romanzo, nominerei sicuramente la rappresentazione del popolo, guidato dal pregiudizio, dalla cattiveria e dal pettegolezzo. Ciò che è molto interessante è, infatti, il rapporto tra la protagonista e il piccolo e stretto mondo che la circonda. Cosa può significare un semplice simbolo, una lettera? Una pena può essere scontata anche interiormente, con il continuo tormento dell'anima?