La mia amica ebrea - Rebecca Domino
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Tutto, tutto è diventato unico: domani a quest'ora potrei essere morta, questa è l'unica certezza in quella che chiamo "la guerra delle incertezze".


Amburgo, seconda Guerra Mondiale.
La guerra è ormai iniziata da qualche anno e i suoi segni devastanti ed indelebili si possono ritrovare nell'animo, non solamente nel fisico, dei soldati che tornano dal fronte, dove hanno vissuto in prima persona qualsiasi atrocità.

Uno di questi uomini è il padre di Seffi, una ragazzina tedesca dal carattere forte e deciso. È proprio lei la protagonista e voce narrante che, attraverso il fluire dei suoi pensieri e dei suoi dubbi, ci accompagna nella lettura de La mia amica ebrea.
All'apparenza la giovane vive un'infanzia felice, in compagnia delle sue tre amiche inseparabili ma dietro a tutto questo si nascondono le più grandi paure. La paura dei bombardamenti è una di queste, poichè ormai tutte le più importanti città tedesche sono soggette a degli attacchi aerei.

Seffi, però, appartiene a quella generazione di ragazzi e ragazze che ha visto scomparire sotto i propri occhi i compagni di classe ebrei e che ha dato una spiegazione a questi atti tramite le idee trasmesse con la martellante propoganda nazista finalizzata alla potenza ed alla grandezza della nazione tedesca. Si pensa, quindi, che la guerrà finirà, e finirà con una vittoria della Germania.

Tutte le certezze della protagonista vengono improvvisamente messe in crisi da un evento: l'arrivo di una povera famiglia ebrea in fuga dalle persecuzioni. Il padre di Seffi, che ha maturato un diverso pensiero riguardante la teoria delle 'razze', decide di nascodere i tre fuggiaschi nella soffitta nonostante la moglie e la figlia siano contrarie. Il tutto avviene all'insaputa del fratello della protagonista, convinto e strenuo sostenitore della Gioventù Hitleriana.

Seffi non sa spiegarsi la scelta del padre che ai suoi occhi appare incomprensibile: a lei è sempre stato insegnato che gli ebrei sono cattivi. Inizierà, in questo modo, uno strano e faticoso percorso che la cambierà e la farà crescere.


Era da molto che non leggevo un libro riguardante questo periodo storico. Ammetto che, inizialmente, la trama e soprattutto il titolo mi ricordavano "Il bambino con il pigiama a righe". Le prime pagine, però, mi hanno rapidamente smentito.

La vicenda è molto diversa e si focalizza sul pensiero di Seffi, un personaggio dinamico. La ragazza è tedesca, di razza "ariana", non ha nessun motivo di temere la Gestapo. Inoltre, Seffi sa che deve odiare gli ebrei perchè sono "inferiori". Non è una persona cattiva, è solo il prodotto della propaganda di Hitler che non lascia libertà di pensiero soprattutto alle generazioni più giovani.

Confrontandosi e - perchè no? - scontrandosi con il padre e con il fratello, la ragazza crescere ed inizierà ad avere consapevolezza delle sue opinioni, dei suoi pensieri e potrà finalmente riprendersi la sua vita.

Un ottima lettura :)